Il metano

Nel 1776 Volta osserva e studia un gas che emerge dalle paludi del Lago Maggiore. Identificandone le proprietà, scopre il metano e ne intuisce possibili applicazioni, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo della chimica dei gas.

Una nuova “aria”

Nel luglio del 1776 Volta presenta la Tesi di aerologia, primo segnale di un interesse sistematico per lo studio dei gas. In quegli anni, grazie anche a una fitta rete di rapporti scientifici ed epistolari, lo scienziato comasco avvia una serie di osservazioni che lo porteranno a una scoperta del tutto nuova.

Frontespizio delle Lettere sull’aria infiammabile delle paludi (Milano, 1777)
lettere del singor alessandro volta sull aria infiammabile nativa delle paludi

Le bolle delle paludi

Durante l’estate del 1776, navigando lungo i canneti presso Angera sul Lago Maggiore, Volta osserva un fenomeno curioso: frugando con un bastone il fondo melmoso dell’acqua, vede risalire numerose bollicine gassose che, una volta emerse, svaniscono rapidamente nell’aria. Raccolto il gas, ne avvia lo studio sistematico.

Un gas infiammabile

Volta scopre che il gas raccolto è infiammabile e lo descrive come caratterizzato da una combustione lenta, con una vampa azzurrina. Capisce presto che si tratta di una sostanza diversa dall’aria infiammabile metallica (idrogeno), già nota all’epoca, distinguendone chiaramente le proprietà fisiche e chimiche.

L’aria infiammabile delle paludi

A questa nuova sostanza Volta dà il nome di aria infiammabile nativa delle paludi. Attraverso una serie di lettere indirizzate a padre Campi tra il 1776 e il 1777, lo scienziato espone la propria teoria e le esperienze di combustione, che saranno poi pubblicate a Milano nel 1777. Si tratta di quello che oggi chiamiamo metano, la cui scoperta va quindi attribuita a Volta.

Incipit della Prima Lettera sull’aria infiammabile delle paludi (1777)
Incipit della Prima Lettera sull’aria infiammabile delle paludi

Esperimenti e strumenti

Per studiare e dimostrare le proprietà del gas, Volta progetta strumenti specifici, tra cui una pistola e un moschetto ad aria infiammabile, accesi mediante una scintilla ottenuta da un elettroforo. Questi esperimenti, documentati anche in disegni e lettere, mostrano ancora una volta la sua capacità di unire osservazione teorica e applicazione pratica.

Pistola di Volta (Tempio Voltiano, Como)
pistola di volta

Una scoperta con prospettive future

Volta verifica che l’aria infiammabile è presente in tutte le paludi e ne attribuisce l’origine a processi di decomposizione. Intuisce anche possibili utilizzi pratici del gas, immaginandone un impiego economico come fonte di energia. Sebbene molte di queste applicazioni restino allo stadio di progetto, la scoperta del metano segna un passaggio fondamentale nella storia della chimica e della fisica dei gas.

Lettera a padre Barletti. Schizzo dell’accensione di una pistola con la scintilla tratta da un elettroforo, 15 aprile 1777 (Cart. Volt. E1, Istituto Lombardo)
Schizzo dell’accensione di una pistola con la scintilla tratta da un elettroforo