Villa Olmo

Villa Olmo, capolavoro neoclassico di Como, sorge su un sito di antica origine romana ed è stata sede delle Celebrazioni voltiane del 1927, custodendo busti legati a Volta e ai Giovio.
Via Simone Cantoni, 1
22100 Como

Villa Olmo

Villa Olmo, la più importante tra le dimore storiche di Como, cela sotto le forme neoclassiche un cuore antico ed è un luminoso esempio delle stratificazioni della città che è stata prima dei Plinii, poi di Paolo Giovio e infine di Alessandro Volta. La fece costruire tra il 1782 e il 1787 il marchese Innocenzo Odescalchi, su progetto dell’architetto ticinese Simone Cantoni, là dove in precedenza sorgeva un monastero medievale degli Umiliati. Ma Giovanni Battista Giovio, discendente di Paolo, nelle “Lettere Lariane” (1803) sostiene convintamente che in quel sito una villa già si trovasse in epoca romana: quella di Caninio Rufo, descritta da Plinio il Giovane nella lettera (Epistulae I, 3) rivolta all’amico poeta che ne era il fortunato proprietario. «Come sta Como, mia e tua delizia? E l’incantevole tenuta suburbana? E il plataneto denso d’ombra?»… Giovio cita frammenti di pavimento a mosaico e di marmi, rinvenuti tra XVI e XVIII secolo, nonché un sopralluogo personale da cui maturò la convinzione che lì fosse ubicato il “suburbanus” dell’antico comense. Acquisita dal Comune di Como nel 1925, Villa Olmo fu la sede principale delle Celebrazione voltiane del 1927 e nel Salone d’onore custodisce un busto dell’inventore della pila, per la precisione una delle copie della scultura di Giovanni Battista Comolli scelta per la tomba dello scienziato situata nel cimitero di Camnago Volta. Nella Sala degli specchi un altro busto è dedicato a una esponente della famiglia Giovio, Felicia (1781-1849), figlia di Giovanni Battista, che abitò la villa per un periodo con il primo marito Innocenzo Porro Carcano.