Dal 1802 il più importante liceo cittadino fu spostato nel soppresso monastero di Santa Cecilia all’ombra di Porta Torre, principale accesso al centro storico di Como, e dal 1865 è intitolato ad Alessandro Volta. Nell’atrio si può ammirare una statua marmorea dello scienziato, opera dello scultore ravennate Gaetano Monti donata al liceo nel 1832 da un docente che era stato discepolo dell’inventore della pila. Volta ha avuto un legame intenso con questo istituto, anche se non nella sede attuale. Frequentò, infatti, il ginnasio, per un periodo all’ex collegio dei gesuiti nell’attuale via Tatti e poi al seminario di Santa Caterina in via Borgovico, quindi, dopo la soppressione della Compagnia di Gesù e l’istituzione del Real Ginnasio, nel 1774 Volta ne fu nominato reggente e nel 1775 professore di fisica sperimentale, incarichi che dovette abbandonare nel 1778 quando fu “promosso” docente all’Università di Pavia. All’interno dell’edificio si trova un museo di Fisica e Scienze naturali, il cui primo nucleo si deve a una donazione effettuata nel 1808 da Giulio Cesare Gattoni (1741-1809), amico personale di Volta. I busti di altri illustri comaschi si notano sulla facciata del liceo; da sinistra a destra: Cecilio (I sec. a.C.), Caninio Rufo (I-II sec. d.C.), Plinio il Vecchio (23-24-77), Plinio il Giovane (61-62-114 ca.), Paolo Giovio (1483-1552) e Carlo Castone della Torre di Rezzonico (1742-1796). Le otto colonne in marmo cipollino di epoca romana che sostengono il liceo Volta sarebbero, secondo una consolidata ma non dimostrata tradizione, quelle dello “splendidissimo portico” citato da Plinio il Giovane in una lettera al prosuocero Calpurnio Fabato, che ne aveva fatto dono alla città.
