Faro Voltiano

Il Faro Voltiano di Brunate, costruito nel 1927 in memoria di Volta, illumina fino a 40 km. I colori delle luci simboleggiano fede, scienza e carità dello scienziato.
via Giacomo Scalini
22034 Brunate

Il Faro Voltiano

“Che cosa ci fa un faro in montagna?”, si chiedono i turisti quando approdano a San Maurizio, frazione superiore del Comune di Brunate. Costruito nel 1927 nel centenario della morte di Alessandro Volta, era stato proposto per le precedenti celebrazioni voltiane del 1899 da don Luigi Guanella (proclamato santo nel 2011 da Benedetto XVI), che in tal modo intendeva eternare i valori dell’inventore della pila, non soltanto grande scienziato, ma anche uomo dotato di una forte spiritualità. L’idea di don Guanella, promotore di una associazione Pro-Faro finalizzata a raccogliere le 25mila lire necessarie per erigerlo, incontrò resistenza da parte dell’allora vescovo di Como, che lo invitò a limitarsi alla cura dei suoi poveri, e provocò uno scontro all’università di Pavia tra laici e cattolici, capeggiati da due futuri e celebri amici, ovvero Agostino Gemelli, non ancora convertitosi, e Ludovico Necchi. Così, nel 1899 a Brunate si elevò solo un faro sperimentale in legno, smontato alla fine delle “Voltiadi”, però nel ’27 l’intuizione guanelliana fu ripresa e concretizzata dall’associazione dei Postelegrafonici, che raccolse i fondi per costruire il monumento – progettato dall’ingegner Gabriele Giussani, posto a quota 909 metri e alto 29 – e lo donò al Comune di Como. Da allora la luce bianca rossa e verde irradiata da lassù arriva a 40 chilometri di distanza e la vista di chi sale i 143 gradini che portano in cima spazia ben oltre, fino a Milano e alle Alpi. Pochi, però, sanno che i colori delle luci non sono soltanto quelli della bandiera italiana, ma rappresentano anche la fede, la scienza e la carità di Alessandro Volta