Nel centro di Como, in una rientranza di piazza Roma al confine con via Rodari, si trova, incastonata tra palazzi storici, la piccola e antichissima chiesa di San Provino, dove fu celebrato il matrimonio tra Alessandro Volta e donna Teresa Peregrini il 22 settembre 1794. La scelta di questo tempio “appartato” la dice lunga sull’indole dell’inventore della pila che, pur essendo un affabile frequentatore di salotti, ha sempre mantenuto una spiritualità profonda e una riservatezza degli affetti. Mandando le partecipazioni ad amici e parenti, si sofferma in più occasioni sulle doti della sposa. In una lettera a Giacomo Rezia, illustre medico e già rettore dell’Università di Pavia, dopo aver lodato «prudenza, saviezza, intelligenza e pratica di economia domestica» di tutte le sorelle Peregrini (ben sette), sottolinea come «quella che il Ciel mi ha destinata, oltre aver sortita maggiore avvenenza di persona e amenità di carattere, avanza le altre anche nella coltura di spirito». La chiesa di San Provino, che oggi ospita la parrocchia ortodossa rumena di San Gerarca Gregorio Palamas, è una delle più antiche di Como, secondo la tradizione di origine longobarda. Cambiò la sua dedicazione – da Sant’Antonio (abate o martire, non si sa con certezza) a San Provino – nel 1096, anno in cui accolse le reliquie del secondo vescovo di Como, precedentemente conservate nella chiesa paleocristiana dei santi Gervaso e Protaso da lui stesso edificata all’inizio del V secolo in via Anzani, oggi non più esistente.
