L’Istituto Lombardo fu fondato nel 1797 da Napoleone Bonaparte sul modello dell’Institut de France, con il compito di raccogliere e promuovere le scoperte scientifiche, le arti e la cultura. Il regolamento prevedeva membri pensionati e onorari, suddivisi in sezioni dedicate alle scienze, alle discipline morali e alle belle arti, riflettendo l’ideale illuministico di un sapere unitario.
Il 6 novembre 1802 Bonaparte nominò i primi membri dell’Istituto, tra i quali figurava Alessandro Volta. L’attività ufficiale ebbe inizio nel 1803 e nel 1804 fu approvato il regolamento organico. Volta venne nominato primo Presidente, ruolo che ne confermava il prestigio scientifico e istituzionale a livello europeo.
Nel 1810, su richiesta dei membri, Napoleone riorganizzò l’ente con il nome di Istituto di Scienze, Lettere ed Arti, fissandone la sede a Milano, inizialmente nel Palazzo di Brera. Dopo la caduta di Napoleone, l’Istituto continuò la propria attività sotto il governo austriaco e, dal 1859, sotto quello italiano, senza mai interrompere la propria funzione culturale.
Nel 1935 l’Istituto si dotò di un nuovo statuto e di un’autonomia amministrativa, mantenendo il controllo ministeriale. Questa continuità istituzionale rende l’Istituto Lombardo una delle accademie scientifiche e culturali più longeve d’Europa, attiva dal Settecento fino a oggi.
L’Istituto è articolato in due classi: Scienze matematiche e naturali e Scienze morali. I membri attuali sono oltre trecento e rappresentano un ampio spettro del sapere scientifico e umanistico, in continuità con la visione originaria dell’ente.
Di straordinaria importanza è il patrimonio documentario dell’Istituto: una biblioteca con oltre 400.000 volumi e un vasto archivio di manoscritti e documenti. Di eccezionale valore scientifico e storico è la ricchissima raccolta di manoscritti voltiani, che rende l’Istituto Lombardo uno dei principali centri di studio per l’opera di Alessandro Volta.
