“Fu questa solitaria casa la preferita autunnale dimora di Alessandro Volta”, recita una targa affissa nel secondo centenario dell’invenzione della pila (1999) sul muro che delimita il giardino di una villa di campagna in località Camnago Volta. La tradizione vuole che proprio su un tavolo nel parco di questa dimora, lo scienziato abbia messo a punto il primo esemplare di pila elettrica, sul finire dell’anno 1799. All’interno del compendio si trovava anche una cappella privata intitolata a san Filippo Neri. Accanto alla villa sorge un edificio a corte, perfettamente ristrutturato, che ospitava i contadini al soldo della famiglia Volta. Proseguendo in discesa lungo via Campora, l’asfalto lascia il posto a un fondo sterrato e si passa su un ponticello che porta in una piccola oasi con due case a ridosso del tratto più incantevole del torrente Cosia. Una delle due originariamente era il mulino dei Volta e lì nei pressi si trovava anche la fonte di Monteverde, nella quale il piccolo Alessandro, già curiosissimo dei fenomeni naturali, rischiò di annegare cercando delle pagliuzze dorate a lui segnalate dai contadini. In realtà si trattava di semplice mica, come scrive nelle sue memorie un ex compagno di scuola e di ricerche del grande fisico, Giulio Cesare Gattoni.
