Un elenco enciclopedico dei comaschi illustri è riportato sulle facciate della ex Banca Commerciale Italiana, situata nel cuore del centro storico, tra piazza del Duomo, piazza Grimoldi, via Macchi e via Plinio. Per la precisione, i loro nomi si trovano scritti in una serie di medaglioni che scandiscono il fregio sotto le finestre del primo piano. Sono suddivisi e aggregati per epoche storiche, di massima a gruppi di cinque, con un’eccezione: Alessandro Volta, al quale è stato riservato l’onore di un medaglione tutto per lui. Merito della sua invenzione, la pila, che ha cambiato il mondo, ma anche della passione del progettista dell’edificio, l’architetto Federico Frigerio (1873-1959), cui si devono, tra le altre cose, il Tempio Voltiano e il salvataggio di una parte degli strumenti scientifici coinvolti nel rogo dei padiglioni delle celebrazioni voltiane del 1899. Tra l’altro la costruzione del palazzo fu completata nel 1927, centenario della scomparsa del grande fisico. Cultore della storia di Como a partire dai tempi antichi, Frigerio ha naturalmente riservato un medaglione ai comaschi di epoca romana, in cui i due Plinii “coabitano” con il poeta Cecilio e un paio di personaggi che ci sono noti grazie all’epistolario di Plinio il Giovane: il suo prosuocero Calpurnio Fabato e l’architetto di fiducia Mustio. In un altro medaglione, dedicato ai personaggi che si collocano tra il Rinascimento e l’inizio della Modernità, Paolo Giovio si trova in compagnia del fratello Benedetto, dell’erudito Gerolamo Borsieri, del cultore di cose antiche Fulvio Tridi e del bibliofilo Francesco Benzi, che donò la prima biblioteca (in epoca moderna, perché ne aveva già istituita una Plinio il Giovane) alla città. I nomi dei comaschi più illustri – in questo caso solo Plinio, Giovio e Volta – si leggono anche sulla facciata di un altro palazzo nelle vicinanze: quella dell’ex Caffè Bottegone in piazza Duomo 17, di cui proprio Federico Frigerio curò decorazioni e sopralzo nel 1905-06.
