Nel 1927 Como celebra il centenario della morte di Alessandro Volta con un programma che intende rinnovare e superare i fasti del 1899. Accanto alle esposizioni, si affiancano grandi congressi scientifici, interventi infrastrutturali e la realizzazione di opere architettoniche destinate a segnare in modo permanente il paesaggio urbano e simbolico della città.
Per coordinare le celebrazioni vengono istituiti un Comitato d’Onore, un Comitato Esecutivo diretto da Guglielmo Marconi, una Commissione per gli Studi Voltiani e una per i Congressi Scientifici, presieduta da Quirino Majorana. Il coordinamento operativo è affidato a Enrico Musa, che riesce a coinvolgere industria, mondo accademico e istituzioni nazionali.
La sede principale delle esposizioni viene individuata in Villa Olmo, acquistata dal Comune con il concorso della cittadinanza. Attorno alla villa sorgono padiglioni temporanei progettati da Napoleone Montorfano, per una superficie complessiva di circa 12.000 m². Le esposizioni si articolano in tre grandi sezioni: industrie idroelettriche, telefonia e telegrafia, industria serica nazionale.
Cuore monumentale delle celebrazioni è il Tempio Voltiano, inaugurato nel luglio 1928 per offrire una sede definitiva ai cimeli voltiani, distrutti nell’incendio del 1899. Voluto e finanziato da Francesco Somaini e progettato da Federico Frigerio, l’edificio in stile neoclassico si ispira esplicitamente al Pantheon, unendo funzione museale e solennità celebrativa.
Il Tempio presenta un impianto quadrifronte con aula circolare centrale sormontata da una grande cupola a luce zenitale. Nei vani perimetrali trovano posto i cimeli originali, i frammenti recuperati dall’incendio e le ricostruzioni fedeli degli strumenti di Volta. Materiali e decorazioni concorrono a rendere l’edificio un monumento identitario della città.
Tra le opere simboliche realizzate nel 1927 spicca il Faro Voltiano, eretto sul colle di San Maurizio dai postelegrafonici italiani in occasione del Congresso internazionale dei telegrafisti. Inaugurato l’8 settembre 1927, il faro proietta ogni notte fasci di luce verde, bianca e rossa, diventando uno dei segni più riconoscibili dell’omaggio a Volta.
Il Congresso internazionale dei fisici del 1927 rappresenta uno degli eventi scientifici più importanti dell’Italia del primo Novecento. Le sessioni si svolgono a Como, Pavia e Roma e riuniscono i protagonisti della fisica moderna. A Como i lavori hanno luogo all’Istituto Carducci, nella sala oggi nota come “Sala dei Nobel”.
