Nel 1899, a cento anni dall’invenzione della pila, Como promuove le prime grandi celebrazioni voltiane con un obiettivo ambizioso: rivaleggiare con le Esposizioni Universali che animavano le principali capitali europee e americane, trasformando la figura di Volta in simbolo di progresso scientifico e civile.
Originariamente programmata per il 1895, l’Esposizione viene inaugurata il 20 maggio 1899 alla presenza di Umberto I. Il progetto architettonico, firmato da Eugenio Linati, occupa un’area estesa tra piazza Cavour e i giardini a lago, con padiglioni monumentali ispirati allo stile impero e colonne a forma di pila, una delle quali fungeva da belvedere sulla città.
La Prima Esposizione Voltiana ospita non solo i cimeli di Volta, ma anche l’industria elettrica internazionale, l’industria serica, le belle arti, la floricoltura, l’artigianato canturino e un’esposizione internazionale di macchine. In assenza di un catalogo ufficiale, il periodico Como e l’Esposizione Voltiana documenta l’evento e ne accompagna lo svolgimento.
L’8 luglio 1899 un corto circuito provoca un incendio devastante che distrugge i padiglioni e gran parte dei materiali esposti, compresi preziosi cimeli voltiani. La reazione della città e del Comitato organizzatore è immediata e determinata: nasce così il progetto di una Seconda Esposizione.
Nel settembre dello stesso anno viene inaugurata la Seconda Esposizione, sempre su progetto di Linati, definita dai contemporanei «di una grazia e di una freschezza da far quasi dimenticare l’antico». Il 18 settembre la famiglia reale visita nuovamente Como; nella stessa giornata, in Duomo, viene eseguito per la prima volta l’oratorio Il Natale di Lorenzo Perosi.
All’interno delle celebrazioni si tengono importanti congressi scientifici: il primo Congresso nazionale degli elettricisti italiani e le Fêtes Voltiennes des Télégraphistes, che coinvolgono Milano, Como, Bologna, Firenze e Roma. A Como viene posta una targa commemorativa ai piedi del Monumento a Volta in piazza Volta.
Durante i congressi si riuniscono l’Associazione Elettrotecnica Italiana e la Società Italiana di Fisica. Tra i relatori figurano scienziati di fama internazionale come Röntgen e Van’t Hoff. In questi giorni nasce anche la proposta di una Edizione Nazionale delle opere di Volta. Prima dell’incendio finale, l’Esposizione aveva già superato i 100.000 visitatori: un successo che consacra definitivamente Volta come figura centrale della modernità scientifica.
