La scoperta della pila

Dalla disputa con Galvani nasce il percorso sperimentale che conduce Volta all’invenzione della pila. Eliminando l’elettricità animale, lo scienziato dimostra il ruolo del contatto tra metalli e inaugura l’era della corrente elettrica continua.

L’elettricità animale

Nel 1791 Luigi Galvani interpreta le contrazioni muscolari osservate nelle rane come prova dell’esistenza di un’elettricità animale. Secondo questa ipotesi, il fluido elettrico si accumulerebbe nei tessuti e si scaricherebbe attraverso un arco metallico, provocando il movimento dei muscoli.

Luigi Galvani, De viribus electricitatis in motu musculari commentarius…, 1792, Tavola II. Esperimento sulle rane in presenza di elettricità atmosferica
Luigi Galvani De viribus electricitatis in motu musculari commentarius

Il dubbio di Volta

Volta inizialmente accoglie con interesse le conclusioni di Galvani, ma ripetendo gli esperimenti giunge a un’interpretazione diversa: la rana non è la sorgente dell’elettricità, bensì un rivelatore. Il fenomeno dipende dal contatto tra due metalli diversi, mentre i tessuti animali svolgono un ruolo secondario.

Luigi Galvani
ritratto di luigi galvani

La disputa scientifica

Nasce così una disputa che coinvolge l’intera comunità scientifica europea. Galvaniani e voltiani si confrontano per anni, mentre Volta affina le sue ricerche e nel 1792 annuncia la scoperta fondamentale: dal contatto di conduttori diversi si genera elettricità.

Rana bove e Rospo pipa (da Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné…, Tavole di Histoire Naturelle)
Rana bove e Rospo pipa

Oltre la rana

Per dimostrare definitivamente la propria tesi, Volta elimina la rana dagli esperimenti. Inserendo un conduttore umido tra due metalli diversi e chiudendo il circuito, ottiene una corrente elettrica permanente. È il principio dell’elettricità per contatto, formulato compiutamente nel 1796.

Lamine simili e dissimili per dimostrare le contrazioni violente o deboli, o l’inerzia della rana preparata e posta in contatto con esse, mentre un filo metallico compie il circuito elettrico (dall’Edizione Nazionale delle Opere di Volta, Volume I, Memoria seconda sull’elettricità animale, 14 maggio 1792)
Lamine simili e dissimili per dimostrare le contrazioni violente o deboli

La nascita della pila

Tra il 1794 e il 1799 Volta sperimenta numerose combinazioni di conduttori secchi e umidi, giungendo infine alla soluzione decisiva: dischi alternati di zinco e rame separati da materiale imbevuto di soluzione acidulata. Nasce così la pila, primo generatore di corrente elettrica continua nella storia.

Esemplare di Pila ottocentesca (Tempio Voltiano, Como)
Esemplare di Pila ottocentesca

L’annuncio al mondo scientifico

Il 20 marzo 1800 Volta comunica l’invenzione della pila alla Royal Society di Londra. La memoria, pubblicata nei Philosophical Transactions, suscita grande stupore. La pila inaugura una nuova era, aprendo la strada alle scoperte dell’elettromagnetismo e della chimica dell’Ottocento.

Volta espone la Pila a Napoleone (Olio di Giuseppe Bertini, 1891, Tempio Voltiano, Como)
Volta espone la Pila a Napoleone

Un’eredità universale

Apparentemente semplice, la pila è alla base di tutte le successive ricerche sull’elettricità. Come riconobbero Einstein, Arago e Righi, nessuna delle grandi scoperte dell’Ottocento sarebbe stata possibile senza questo strumento. Volta intuì inoltre, con largo anticipo, la possibilità di trasmettere l’elettricità a distanza.

Esperienza di Hans Christian Oersted sul rapporto tra correnti elettriche e campi magnetici
Esperienza di Hans Christian Oersted sul rapporto tra corrente e magnetismo