La scoperta della pila

L'apparecchio a colonna, la classica pila

L'apparecchio a colonna, la classica pila

Alessandro Volta afferma: “Questo è un gran passo [sommabilità delle tensioni delle coppie metalliche con interposti conduttori umidi] da me fatto sulla fine del 1799, passo che mi ha condotto ben tosto alla costruzione del nuovo apparato scuotente, ecc.; il quale ha cagionato tanto stupore a tutti i Fisici; a me grande soddisfazione, ma stupore non molto dopo l’anzi detta scoperta, che mi promettea bene un tal successo”.

Minuta della lettera di Volta a Joseph Banks. Schizzo di Pila a Colonna, 20 marzo 1800, Cart. Volt. J68, Istituto Lombardo)

Minuta della lettera di Volta a Joseph Banks. Schizzo di Pila a Colonna, 20 marzo 1800, Cart. Volt. J68, Istituto Lombardo)

Il 20 marzo 1800, Volta invia a Sir Joseph Banks una lunga lettera che viene letta in una adunanza, rimasta celebre, della “Royal Society” e poi pubblicata sulla rivista “Philosophical Transaction…”. La lettera e il successivo lavoro contengono la notizia dell’invenzione della pila; Volta descrive con grande chiarezza, e senza particolari preamboli, “l’organo elettrico artificiale”, solo in seguito chiamato pila, e lo presenta come ricostruzione “dell’organo elettrico naturale” della torpedine.

Razza comune e marmorizzata, torpedine o pesce elettrico (da R. Lydekker, The Royal Natural History, Londra 1896, Vol. V)

Razza comune e marmorizzata, torpedine o pesce elettrico (da R. Lydekker, The Royal Natural History, Londra 1896, Vol. V)

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