Le prime memorie

Il 18 aprile del 1769, Volta esordisce ufficialmente con la pubblicazione della sua prima memoria: “De vi attractiva ignis electrici ac phaenomenis inde pendentibus”, dedicandola a Gianbattista Beccaria, illustre docente dell’Università di Torino. A soli 24 anni Alessandro Volta prende le distanze dal professore universitario, contestandone soprattutto la teoria dell’elettricità vindice e proponendo in alternativa una teoria unitaria di tutti i fenomeni elettrici, sulla base di un’interazione attrattiva universale.

Frontespizio della prima opera di Volta: "De vi attractiva ignis electrici..."

Frontespizio della prima opera di Volta: "De vi attractiva ignis electrici..."

Nel luglio del 1771 pubblica pure in Como, presso lo stampatore Staurenghi, la seconda memoria: “Novus ac simplicissimus electricorum tentaminum apparatus, seu de corporibus eteroelectricis, quae fiunt idioelectrica experimenta atque observationes”, indirizzata all’Abate Spallanzani, celebre naturalista e professore all’Università di Pavia. In questo trattato Volta studia le proprietà elettriche dei materiali e descrive un nuovo generatore elettrostatico.

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