La scoperta della pila

Le repliche dei seguaci di Galvani all’ipotesi di Volta del potere elettromotore del contatto tra metalli diversi, lo inducono a proseguire i propri esperimenti e a classificare i metalli in conduttori di 1a classe e i corpi umidi in conduttori di 2a classe Dal 1794 al 1797, tenta le più svariate combinazioni tra conduttori secchi e umidi, e infine verso la fine del 1799 comprende la necessità di associare un disco d’argento (A) e uno di zinco (B) con carbone umido (A). Nasce così la pila, il primo generatore di corrente nella forma AZAAZAAZA.

Esemplare di Pila ottocentesca (Tempio Voltiano, Como)

Esemplare di Pila ottocentesca (Tempio Voltiano, Como)

Il 20 marzo 1800 Volta comunica al Presidente della Royal Society l’invenzione della pila. La memoria epistolare verrà pubblicata sulla rivista inglese “Philosophical transaction” con il titolo “On the electricity excited by the mere contact of conducting substances of different kinds”.

Volta espone la Pila a Napoleone (Olio di Giuseppe Bertini, 1891, Tempio Voltiano, Como)

Volta espone la Pila a Napoleone (Olio di Giuseppe Bertini, 1891, Tempio Voltiano, Como)

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